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Esposti al buio

I raggi di luce delicatamente invadevano il buio della stanza di Giada. Lei sdraiata in quel letto caldo non avrebbe mai voluto svegliarsi. Lei che aveva vissuto sempre al buio. Un buio nel quale si nascondeva. Un buio che la proteggeva da tutto e tutti. Un buio avvolgente. Quel buio tra lei e il mondo. Anche quella mattina, come tutte le mattine la sveglia suonò e le toccò fare i conti con i suoi doveri. Si alzò dal letto, mise sul fuoco la moka, accese la radio e si diresse verso il bagno. Il suono dell’acqua che scorreva dal rubinetto si mescolava alle dolci melodie di Tracy Chapman. Avvicinò l’acqua al suo volto, sollevò lo sguardo e vide il suo viso riflesso nello specchio. I suoi occhi si persero in quel riflesso così confuso ma allo stesso tempo nitido. Mise a fuoco l’immagine e guardando bene si accorse di qualcosa, qualcosa che sperava arrivasse il più tardi possibile. Era lì imponente nella folta chioma. Era lì a ricordarle che il tempo scorreva inesorabile. Era lì a dirle stai cambiando. Lì, perché in quel momento quello era il suo posto. Nella sua testa scorrevano ricordi del passato, istantanee ricche di colori che inevitabilmente paragonò a quel bianco e nero così vicino, così Presente. Sorpresa di quanto il tempo fosse capace di cambiarle il corpo, la testa e quelli che forse erano i bisogni del passato, si precipitò a spegnere il caffè che ribolliva nella moka, anche quel tempo era trascorso troppo velocemente, come tutta la sua giovinezza che a poco a poco sarebbe sfiorita in una grigia vecchiaia.

Fu rapita da una dolce nostalgia, invasa da rimpianti, rimorsi e tutti gli istanti, forse, persi. Pensò di poter nascondere al mondo quel segno del tempo, ma tuttavia era cosciente di non poterlo nascondere a sé stessa, di non poter fingere. Non c’era più il suo buio a proteggerla. Abbassò la persiana della stanza, dimenticando i suoi impegni, nel buio impenetrabile, che più di tutto le si addiceva, tornò a dormire, finalmente consapevole che qualcosa in lei stava cambiando.

Il tempo trascorre senza che ce ne rendiamo conto, spesso rimandiamo ad un domani vicino, ma forse troppo lontano, quello che potremmo fare oggi. Ci nascondiamo dietro muri invalicabili per paura di scoprirci fragili. Abbiamo troppa paura di vivere esposti, e preferiamo farlo al buio, ma ogni tanto dovremmo provare a lasciarci scoprire da quella luce che delicatamente invade il buio della Nostra stanza, perché in ogni caso al tempo non si sfugge mai!!


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