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Grazie a Dio, storie di immigrati venuti dal mare

Copertina "Grazie a Dio" - "Alhamdudila"

Roma – Valentina Tortelli è una giornalista freelance che fa parte della stampa accreditata presso lo Stato Maggiore della Difesa. Da sempre, coltiva la passione per i racconti, il passo, dunque, è stato breve.. ecco al sua prima pubblicazione. Un racconto vero che, ha avuto come protagonista persone vere venute dal mare, che hanno attraversato il Mediterraneo con la nutrita speranza di poter vivere in un paese, il nostro.

Valentina Tortelli, scrive “Grazie a Dio” in arabo “Alhamdulilah”, ovvero, un insieme di storie con tematiche forti vissute proprio da questa gente che ha abbandonato luoghi martotoriati prima dalla tirannia del Generale Gheddafi e poi dalla guerra civile.

Tematiche come la questione razziale, la religione, la nazionalità così come l’espressione di opinioni politiche o l’appartenenza a un gruppo sociale tutte rivissute insieme a giovani e giovanissimi ragazzi e ragazze provenienti dall’Africa sub-sahariana.

Persone che sono scappate da quei luoghi proprio mentre si viveva l’emergenza nord-africana, scappate ed accolte in Italia, nel centro di accoglienza allestito a Falerna Marina (in provincia di Catanzaro) tra gli anni 2011 e 2012 e gestito dal consorzio di cooperative sociali CalabriAccoglie. E’ qui che hanno atteso il riconoscimento di uno status che gli consenta di godere della protezione internazionale.

Una doppia fuga la loro, prima dai loro paesi di origine per stabilirsi in Libia, poi un’altra fuga proprio dal paese del Colonnello Gheddafi perchè in quel momento storico il rischio era quello di entrare a far parte delle milizie del defunto colonnello, oppure, di essere scambiati dai ribelli come sostenitori di Gheddafi e dunque, uccisi.

L’unica cosa da fare per questa gente, è stata quella di farsi imbarcare, anche senza conoscere la destinazione, infatti, solo a sbarco avvenuto capirono quale fu, ovvero Lampedusa. Una frase in particolare è lo specchio della situazione vissuta da questa povera gente, ripetuta da molti di essi: “Quelle non sono barche, journalist, sono rottami. E nessuno di noi sano di mente si metterebbe là sopra di sua volontà”.

L’autrice, rimane colpita da come nonostante tutto, questa gente creda ancora nella vita e nei confronti di essa nutre una grande speranza, così come la nutre nei confronti del nostro Paese. “Alhamdulilah” esclamano in continuazione, “Grazie a Dio” in arabo. Da qui prende il titolo l’ebook.

L’autrice ci porta in questo viaggio tra storie e culture diverse in un processo di integrazione, spesso complesso e delicato. Ci racconta dell’incontro/scontro con la nostra burocrazia, con la cucina italiana e con la comunità del piccolo centro catanzarese. I nomi dei protagonisti di queste storie vere sono di fantasia perché la loro vita non è ancora al sicuro ma Grazie a Dio, in un modo o nell’altro ce la faranno.


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