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Lettera di Aziz, un immigrato marocchino

Cara mamma,
perdonami tanto se stai leggendo la mia lettera con le lacrime agli occhi…perdonami soprattutto se non ti ho fatto gli auguri come facevo sempre ogni giorno per la festa della mamma.
Cara mamma, sono passati già tre anni che sto lontano da te in questo paese da solo…si lo so, cara madre, per te anche sono passati duri, immaginando ogni giorno di rivedermi…sobbalzando ad ogni suono del campanello nella speranza che fossi io…abbracciarmi forte senza lasciarmi andare più via.
Ho abbandonato la mia terra di origine…terra di cui mi manca ogni cosa…i colori, i sapori, il suo arredo ed il suo deserto… ma soprattutto tu cara madre.
Nella città dove abitavo prima ho fatto tanti mestieri…lavoro in nero, distributore di giornali, magazziniere, anche il muratore, caricandomi pezzi sulle spalle dalla mattina alla sera ma non tutti i giorni…la mattina aspettavo assieme ad altre persone vicino al cantiere…se sono fortunato lavoro altrimenti devo ritornare il giorno dopo…sperando!
Non posso dirti come ci trattano…vivo nascosto…mi pagano poco e se ti lamenti chiamano la polizia e ti fanno arrestare per il solo fatto che esisti.
La gente di quella città è vestita bene…pulita…elegante, ma ci guarda con diffidenza e disprezzo e per loro siamo tutti stranieri ma alcuni sono peggio degli altri…noi siamo tra quelli “peggio”.
Dicevano che noi insultavamo le donne…che le trattiamo male, le picchiamo e le uccidiamo…dicono che siamo “NEGROIDI” con poco cervello.
Cara madre, tu mi hai insegnato a rispettare le donne ad amare quella che a mia volta sarà la madre dei miei figli…allora perché tanta superficialità?
A volte penso che sarebbe più semplice se faccio il delinquente ma tu mamma mi hai insegnato a vivere onestamente.
Cara madre, non voglio dirti che solo la gente del posto è così brutale ed arretrata ma purtroppo alcuni dei nostri connazionali sono dediti alla delinquenza ed al malaffare…e provo ogni giorno a far capire alla gente di questa nazione che non siamo tutti uguali e che in tutto il mondo esiste il buono ed il cattivo.
Cara mamma, da un anno sono in un piccolo paese del Sud, dove mi conoscono quasi tutti e quando cammino per le strade di questo villaggio mi sembra di essere nella mia città.
Qua trovi gente che ti invita a casa a mangiare, gente che ti invita a giocare a calcio…sono tutti sorridenti ed allegri. In questa cittadina ho incontrato tanti amici ai quali tengo molto…mi vogliono bene e mi aiutano per integrarmi bene.
Cara mamma, ti devo salutare adesso…ti voglio tanto bene e spero di vederti al più presto possibile

Aziz


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