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Misna – DOPO ROSARNO: “CARO FRATELLO NERO, TI CHIEDO SCUSA…”

“Le scene che abbiamo visto e le parole che abbiamo udito in questi giorni a Rosarno ci hanno riempito di amarezza e di vergogna” scrive don Armando Zappolini, vice-presidente del Gruppo internazionale del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca). Con queste parole comincia una “lettera aperta ai nostri fratelli neri”, ultima delle tante voci a levarsi sgomente dopo le violenze nella cittadina calabrese. “La ricerca di dignità e di libertà – si sottolinea nel testo, rivolto non solo ai circa 2000 migranti africani cacciati da Rosarno ma anche a tanti altri nelle loro stesse condizioni – vi ha costretti a lasciare la vostra terra e a mettervi nelle mani della parte peggiore del nostro paese, quella dello sfruttamento e del razzismo, della schiavitù e delle mafie. Ci sentiamo tanto in imbarazzo e non so con quale faccia torneremo da ora in poi nei vostri paesi”. Il Cnca è impegnato in vari progetti di cooperazione nel Sud del mondo ed evidenzia di conoscere bene “l’accoglienza e la generosità” tipiche delle culture d’Africa. Lo spirito della lettera è la stesso che anima la veglia di preghiera organizzata oggi a Roma, a Santa Maria in Trastevere, dalla Comunità di Sant’Egidio e forse anche la giornata di solidarietà indetta dall’opposizione parlamentare. Di fronte ai deputati ieri il ministro della Difesa ha sostenuto che il governo vuole “contrastare l’immigrazione clandestina, il lavoro nero e ogni forma di criminalità”. Parole controverse, alla luce di politiche nazionali denunciate come discriminatorie da diversi organismi internazionali ed enti dell’Onu. Molti dei migranti costretti a lasciare Rosarno e gli agrumeti della Piana di Gioia Tauro sono stati trasferiti in strutture di accoglienza nelle città di Bari, Crotone, Castelvolturno. Dalla città campana, terra difficile come la Piana di Gioia Tauro e come la Piana ostaggio della criminalità organizzata locale, i missionari dicono alla MISNA che i nuovi arrivati “hanno paura e non vogliono raccontare”.[VG]


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