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Una legge contro l’omofobia

stop_homophobiaE’ giunta ieri alla Commissione Giustizia della Camera la proposta di legge contro la discriminazione sull’orientamento sessuale.

Sia l’omofobia che la transfobia nel nostro paese non sono punibili e non si raffigurano come un reato come ad esempio avviene per l’istigazione all’odio razziale  contro etnie diverse.
Qualcosa però in tal senso si muove, infatti ieri è stata approvata dal governo il disegno di legge 245 scritta insieme dal Pd, Sel, Movimento 5 Stelle e Scelta Civica e che porta la firma dell’onorevole Ivan Scalfarotto, la proposta è quella di far rientrare i reati omofobi nella legge “Mancino-Reale”. Bisogna ricordare che la legge “Mancino-Reale” è del 1975 e che fu scritta e approvata per dar seguito alle leggi contro ogni forma di discriminazione del 1966 del governo americano. La legge inizialmente introduceva delle sanzioni penali esclusivamente per le violenze fatte “nei confronti di persone perché appartenenti ad un gruppo nazionale, etnico o razziale”, successivamente nel 1993 l’onorevole Mancino la estese per le discriminazioni religiose.
Quello che si cerca di fare oggi è quello di estenderlo anche agli orientamenti sessuali delle persone. Le pene per questi reati sono puniti con “con la reclusione fino a un anno e sei mesi chiunque, in qualsiasi modo, diffonde idee fondate sulla superiorità o sull’odio laziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o motivati dall’identità sessuale” ed inoltre si punisce “con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, in qualsiasi modo, incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o motivati dall’identità sessuale della vittima”.

Il disegno Scalfarotto prevede anche che “le pene previste differiscono per la gravità delle condotte realizzate. In caso di incitazione a commettere o di commissione di atti di discriminazione, è mantenuta l’attuale previsione della reclusione fino a un anno e sei mesi – a tanto ridotta dalla riforma del 2006 – eliminando, tuttavia, l’alternatività con la multa. Analogamente, in caso di incitamento alla violenza o di commissione di atti violenti, non viene modificata la pena prevista, che va da sei mesi a quattro anni. La scelta di non modificare le pene attualmente previste, anzichè inasprirle così com’era nel testo vigente prima della riforma del 2006, si giustifica alla luce delle modifiche delle modifiche alle sanzioni accessorie “.

Questa iniziativa ha trovato larghissimi consensi in parlamento tanto che si parla anche dell’istituzione della Giornata nazionale contro l’omofobia.

L’argomento dell’omofobia negli ultimi mesi è balzato più volte agli onori della cronaca soprattutto per episiodi di violenza. Ricordiamo che il 27 aprile scorso due ragazzi omosessuali sono stati aggrediti a Roma da un branco di persone, e che il 21 maggio scorso scritte di natura omofoba sono apparse sui muri del liceo classico Socrate.

Ecco l’interpellanza parlamentare


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