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Una vera e propria emergenza razzismo online

Per la prima volta le discriminazioni sul web superano quelle che accadono negli ambiti lavorativi. E’ una vera e propria emergerza sul razzismo online

razzismo onlineBeh un pò tutti gli internauti se ne erano resi conto, ma ora anche le statistiche ufficiali ci dicono che in Italia gli episodio di razzismo online sono il principale posto dove avvengono. Nel 2013 c’è stato il sorpasso di questo fenomeno rispetto agli episodi che accadono nei luoghi di lavoro. Il rapporto completo dell’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) che lavora a stretto contatto con la presidenza del Consiglio dei Ministri, sarà divulgato ufficialmente il prossimo 21 marzo.
L’ente statale Unar ha tra i suoi compiti quello di monitorare la situazione delle discriminazioni razziali sia autonomamente, sia attraverso i cittadini che segnalano giornalmente episodi di razzismo.

Il portale istituzionale dell’Unar mette a disposizione un numero verde (800901010) e una mail alla quale poter chiedere aiuto in casi di discriminazione.
I dati che l’ente ha raccolto nel 2013 sono inequivocabili. Quasi il 30% riguardano discriminazioni tramite mass-media (web compreso), il dato risulta essere significativo perchè nel 2012 eravamo al 15%. Nella vita pubblica, invece, i casi di razzismo sono al 21%, mentre nei contesti lavorativi al 16%.

Le segnalazioni che la Unar ha ritenuto di considerare attendibili sono state 354 solo per il web e mass-media. Di questi casi quasi la totalità proveniene da atti compiuti nei social network.
Il dirigente dell’Unar Marco Bueni ha dichiarato apertamente che “possiamo affermare che Internet è la nuova frontiera nella lotta contro le discriminazioni”.

Uno dei casi che ha destato maggiore scalpore nel 2013 è stato quello che ha visto come protagonista il conduttore Paolo Bonolis, che durante una puntata della trasmissione “Avanti un altro” decise di travestirsi da filippino e inscenare un siparietto di dubbio gusto. Questo episodio segnò molto la comunità fillippina in Italia, la quale è stanca di essere constantemente paragonata a una ciurma di camerieri.
Il consigliere di Roma Capitale, il dott. Romulo Sabio Salvador, anche per contro della comunità dei filippini segnalò tutta la sua indignazione sia a Mediaset che all’Agcom e denunciò il caso proprio all’Unar.

La stragrande maggioranza delle segnalazioni sul razzismo via web riguarda il cyberbullismo. Episodi di insulti ed offese sui social verso persone che hanno la sola colpa di non essere italiani. Questi casi non hanno un eco mediatico, e restano purtroppo nell’anonimato, a differenza ad esempio degli insulti rivolti al ex ministro Cécile Kyenge che hanno avuto un fortissimo eco mediatico.


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